L’evoluzione dell’avifauna piemontese: in alcuni esempi i risultati di un impegno trentennale.

L’evoluzione dell’avifauna piemontese: in alcuni esempi i risultati di un impegno trentennale.

a cura di Gianfranco Alessandria e Giacomo Assandri

I nuovi progetti atlante varati nel 2009 hanno già permesso di tracciare una prima parziale definizione della distribuzione regionale delle specie. Col chiaro intento di fornire uno stimolo ulteriore alla raccolta dati si è provveduto a realizzare le carte distributive invernali relativamente a 13 specie iniziali consultabili al link:  https://www.gpso.it/2012/12/progetto-atlante-uccelli-in-inverno-quarto-anno/

Per quanto lo sforzo di ricerca non sia ancora uniformemente distribuito  su tutto il territorio regionale (vedi https://www.gpso.it/2012/12/al-via-il-quarto-anno-di-rilevamenti-per-latlante-invernale/ ), la raccolta dati effettuata dai molti e sempre più numerosi collaboratori ha permesso di porre le basi indispensabili per una sempre maggiore comprensione dell’evoluzione distributiva della nostra avifauna consentendo di effettuare alcune  preventive e interessanti considerazioni.

In poco più di trent’anni sono diverse le specie che hanno fatto registrare una variazione dell’areale di presenza regionale, configurando nuovi scenari solo parzialmente descritti. Per questa ragione si è deciso di tracciare per alcune di esse l’evoluzione avvenuta, sulla base di una valutazione che prenda in esame la loro recente immigrazione, il marcato declino e l’espansione dell’areale di presenza, a ulteriore spiegazione e motivazione delle ragioni che muovono il GPSO in un impegno più che trentennale.

Airone guardabuoi Bubulcus ibis

Status regionale:  Nidificante, Migratore, Svernante.

In forte globale espansione geografica, a partire dal XX secolo ha colonizzato i continenti americani e l’Europa, interessando inizialmente la penisola iberica. Considerata in Italia fino agli anni ’70 di comparsa rara e irregolare con circa 50 segnalazioni, è una specie di recente immigrazione in regione con la prima riproduzione accertata nel 1989 ed attualmente ampiamente distribuita come nidificante nelle garzaie plurispecifiche ascrivibili principalmente nell’area risicola vercellese e novarese.


L’incremento della popolazione nidificante e la conseguente espansione nell’areale riproduttivo, ha portato ad un incremento delle segnalazioni invernali. Questo incremento risulta evidente nella comparazione delle carte distributive ottenute dall’atlante invernale del periodo 1986-1992 con i primi tre anni dell’atlante svernanti attualmente in corso.

Barbagianni Tyto alba

Status regionale:  Nidificante, Migratore, Svernante.

Largamente distribuita in Europa nella gran parte dei paesi europei centromeridionali comprese le isole britanniche, la specie è da ritenersi in generalizzato declino, per quanto si riscontrino recenti locali incrementi in alcune popolazioni.

In Italia, dove il suo areale storico è da ritenersi probabilmente più esteso dell’attuale (in ragione di una maggiore disponibilità di siti riproduttivi e di risorse trofiche), la specie risulta in marcato declino in molte aree del territorio nazionale. Questo declino risulterebbe essere più evidente in Pianura Padana con un sospettato decremento del 50% in vent’anni.

Le indagini per gli atlanti condotte  sul territorio regionale tra il 1980 e il 1984 per le specie nidificanti e nel periodo 1986-1992 per gli svernanti, evidenziano questa tendenza negativa, confermata nel 1994-1998 da una riduzione distributiva marcata dei nidificanti soprattutto nelle province di Vercelli, Novara e Alessandria, ma con nuove presenze quasi tutte riferibili alla Provincia di Cuneo.

Per quanto questo trend negativo sembri essere confermato, è necessario tuttavia tenere presente come quest’ultima carta sia certamente carente per molte unità territoriali.

Picchio nero Dryocopus martius

Status regionale:  Nidificante, Svernante.

In netta espansione in gran parte d’Europa in conseguenza all’aumento delle superfici forestali del continente, in Piemonte questo fenomeno era già stato ipotizzato tra il primo atlante dei nidificanti e l’atlante degli uccelli in inverno.  In seguito la specie è stata contatta in maniera sempre più regolare e diffusa nella fascia prealpina e basso collinare, con la prima nidificazione in pianura accertata nel 1998 nei boschi del Ticino novarese e nel 1999 in Provincia di Torino (Venaria Reale), con una conseguente espansione verso i rilievi interni.

La nuova carta invernale a più di quindici anni di distanza dalla precedente, fotografa bene questa marcata espansione, pur evidenziando lacune nel settore alpino, dovute a difetto di ricerca.

Codirosso spazzacamino Phoenicurus ochruros

Status regionale:  Nidificante, Migratore, Svernante.

Il codirosso spazzacamino nell’ultimo quarto di secolo ha mostrato un’evidente e ampia espansione in Piemonte, che lo ha portato dai settori alpini e appenninici della regione, a colonizzare gran parte dei rilievi interni e della pianura. In inverno abbandona buona parte dei settori alpini e si distribuisce a quote più basse, con soggetti che provengono anche da oltralpe.

L’attuale carta invernale provvisoria conferma questa situazione e rispetto alla precedente evidenzia una diffusione più continua, interrotta da puntuali lacune dovute a difetto di ricerca. I settori che appaiono di nuova colonizzazione o meglio coperti rispetto al passato annoverano buona parte dei rilievi interni, la pianura vercellese e ampi settori dell’Ossola.

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