Progetto canneti

I canneti di origine naturale o artificiale rappresentano luoghi di grande importanza per gli uccelli, in quanto costituiscono l’habitat di nidificazione di specie rare o localizzate, ma svolgono anche un’importante funzione come siti di stop-over durante la migrazione o come siti di roost per alcune specie, come le rondini o i migliarini di palude.

In Piemonte e Valle d’Aosta, i canneti non sono mai stati tanto diffusi e sempre a rischio di conservazione, in quanto oggetto a tagli e interramenti ad opera dell’uomo che si sommano al naturale processo di interramento che porta i canneti a trasformarsi in aree boscate.

Scopo di questo progetto è quello di avere un censimento quanto più capillare possibile delle aree di canneto del Piemonte e Valle d’Aosta, così da poterle mappare e poi codificare anche tenendo conto delle loro emergenze avifaunistiche.

COSA CENSIRE

Ogni formazione di canneto a Phragmites o Typha è interessante per questo progetto e può essere oggetto di una scheda, dai grandi canneti già inseriti nel sistema delle Aree Protette (come i Canneti di Dormelletto) ai piccoli canneti e ai canali con una rigogliosa vegetazione a canne palustri. La formazione di canne palustri dovrebbe, idealmente, superare i 30 m2 nel caso sia isolata da altri canneti. Nel caso in cui ci siano piccoli canneti lungo lo stesso canale o canali adiacenti o che bordano vasche artificiali vicine tra loro, vanno considerate nel censimento come un’unica area.

L’indagine si concentra solo sui canneti formati da canne palustri (Phragmites e Typha), mentre sono escluse tutte le altre formazioni di alte erbe, tra cui Bamboo, Arundo, e Solidago.

 

CHI PUÒ CENSIRE

Chiunque, compilando questo form di google