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STRIX

STRIX – Mortalità stradale di Gufi e Succiacapre Scopi: monitoraggio della mortalita' di rapaci notturni e del Succiacapre vittime del traffico automobilistico da utilizzarsi sia per proporre possibilita' di mitigazione dell’impatto sia come monitoraggio della tendenza delle popolazioni delle varie specie e della loro distribuzione relativa Coordinamento: per il Piemonte G. Boano, per l’Italia P. Galeotti (Dip. Biol. Anim. Univ. Pavia) Metodi: segnalazione tramite apposita scheda della localita', data e specie di ogni rapace notturno e succiacapre trovato morto o ferito sulle strade. Sono richiesti minimi dati ambientali (tipologia strada) e si raccomanda di allegare almeno una penna alla scheda). Banca dati: circa 600 dati georeferenziati (coord. geografiche in gradi, primi) inseriti in computer (formato dbase); in ampliamento. Pubblicazione dei risultati: risultati presentati al X Conv. Naz. di Ornitologia di Alghero, ottobre 1997 a cura di G. Boano con la collaborazione di F. Spaziani. Note: il progetto, lanciato dal GPSO, e' stato fatto proprio a livello nazionale dal CISO (Centro Italiano di Studi Ornitologici). Un sommario dei risultati e la scheda di campo sono presentati piu' avanti.
CENTRO ITALIANO STUDI ORNITOLOGICI e GRUPPO PIEMONTESE STUDI ORNITOLOGICI PROGETTO "GUFI E STRADE" Road mortality di Gufi, Civette, Allocco, Barbagianni e Succiacapre (compilare una scheda per ogni individuo) SPECIE:______________________________________ DATA:___________________________ LOCALITA', (PROV): ________________________________________________________________________________ ________________________________________________________________________________ Tipo di strada (Cerchiare) A – AUTOSTRADA B - ALTRE STRADE ASFALTATE C - STRADA NON ASF. D - FERROVIA NOTE (Cerchiare il numero): 1. Animale ancora fresco, morto da poco; 2. Campi circostanti coperti di neve; 3. In prossimità di ponte o cavalcavia; 4. In prossimità di galleria; 5. La strada incrocia filare di alberi o siepe; 6. Strada su rilevato; 7. Strada in "trincea"; 8. Viadotto 9. Linea elettrica o telefonica ai margini della strada; 10. L'animale è stato rimosso dalla strada; 11. Altro:______________________________________________________. AMBIENTE circostante il ritrovamento in un raggio di circa 100 m E Urbano F Rurale G Forestale H Altro………………….. RILEVATORE (Nome, indirizzo e tel.): __________________________________________________________________ Istruzioni: (a) Guidare con prudenza!; (b) Se il traffico lo consente, fermarsi (senza brusche frenate) per identificare l'animale con cura; (c) Strappare alcune penne e applicarle sul retro della scheda; (d) Se possibile rimuovere l'animale dalla strada per evitare doppi conteggi; (e) Fornire indicazioni di località che consentano la più precisa localizzazione possibile (e.: percorso da x a y, n Km dal casello autostradale di y). Restituire la scheda ad uno dei coordinatori: Giovanni Boano: c/o Mus. Civ. St. Nat., Cas. Post. 89, 10022 CARMAGNOLA Paolo Galeotti: Dipartimento di Biologia Animale, P.zza Botta 9, 27100 Pavia SPAZIO RISERVATO AI COORD.: N……… RIF…………….
Mortalità di rapaci notturni causata dal traffico stradale: un’indagine del Gruppo Piemontese Studi Ornitologici. (G. Boano e F. Spaziani) La mortalità di numerose specie faunistiche sulle strade per impatto con i veicoli in transito è un fenomeno ben conosciuto e particolarmente rilevante per alcune specie o gruppi, come il riccio o i rospi. Anche i rapaci notturni cadono spesso vittima del traffico. Considerato il grande sviluppo del traffico stradale in tutte le regioni italiane si comprende facilmente l’interesse di una più precisa valutazione dell’impatto di tale tipo di mortalità sulla fauna. D’altro canto, una sistematica raccolta di esemplari rinvenuti morti sulle strade può costituire un sistema di monitoraggio della tendenza delle popolazioni interessate. Per avere una pallida idea del possibile impatto basti pensare che, in zone pianeggianti a maggiore intensità di traffico in media possono venire travolti 1-10 rapaci notturni per anno per 10 Km di strada: la stima complessiva potrebbe quindi essere estremamente elevata, se si tiene conto che, solamente in Piemonte, il reticolo stradale comprende 700 Km di Autostrade, 2630 Km di strade statali, 9512 Km di strade provinciali. Sulla base a queste considerazioni, e sull’esempio di quanto già fatto altrove, il GPSO ha lanciato dal 1992 un progetto relativo alla mortalità sulle strade di rapaci notturni e del Succiacapre (incluso fra gli Strigiformes seguendo la sistematica di Sibley). Il progetto, semplice nei metodi, ha incontrato una buona risposta da parte degli ornitologi e dal 1996 è stato fatto proprio dal CISO e lanciato a livello nazionale. La scheda di rilevamento (Fac-simile qui sopra) richiedeva oltre a specie, località, data di ritrovamento anche il prelievo (ove possibile) di alcune penne (per accertare l’identificazione dell’animale) ed alcuni dati ambientali fra cui il tipo di strada (autostrada, altre strade asfaltate, strade non asfaltate, ferrovia), l’habitat dei dintorni (rurale, urbano, forestale, altro) e alcune caratteristiche ritenute utili per identificare specifici particolari dell’ambiente o della strada che influissero sugli incidenti. Tornando alla regione piemontese i membri del GPSO hanno fatto sino ad oggi (ottobre 1997) pervenire 571, in parte riferiti anche ad anni precedenti l’avvio dell’inchiesta, relativi a 46 Barbagianni, 234 Civette, 88 Allocchi, 161 Gufi comuni, 2 Gufi di palude, 5 Assioli, 1 Gufo reale, 1 Civetta nana e 33 Succiacapre. In media, a partire al 1992, sono pervenuti 70 dati per anno (min. 56 max 95) (Fig. 1). I segnalatori sono stati oltre 70, fra cui vanno ricordati in particolare i Vigili Provinciali di Alessandria (183 schede di cui 88 dovute a F.Silvano) ed inoltre, fra i numerosi membri del GPSO): L.Mostini (66), F.Carpegna (57), D.Reteuna (32), G.Boano 30, C.Pulcher (18), R.Toffoli. Fig. 1. – Numero di dati pervenuti per anno (aggiornato ad ottobre 1997). Le penne sono state allegate a 93 su 571 schede (16,29%) con percentuali diverse a seconda delle specie come mostra la tabella seguente in cui è indicato per ogni specie la percentuale di schede a cui erano allegate penne:
Gufo comune 12,4%
Allocco 17,1%
Barbagianni 6,5%
Civetta 20,5%
Succiacapre 12,2%
Le penne allegate alla scheda si sono effettivamente rivelate utili avendo permesso di correggere la determinazione in 3 casi, di cui uno in particolare relativo ad un gufo riportato come Gufo comune dal rilevatore mentre invece si trattava di Gufo di palude (gli altri erano gufi molto rovinati scambiati per allocchi o viceversa). L’applicazione di questo criterio potrebbe consentire di estendere la ricerca coinvolgendo rilevatori inesperti. La percentuale di individui morti sulle diverse tipologie stradale è risultata variare nell’ambito delle specie. In particolare sulle AA si è notato un numero più elevato di Gufi e meno elevato di Civette rispetto al dato medio:
Tyto alba 21,9%
Asio otus 40,8%
Athene noctua 5,7%
Strix aluco 18,4%
Totale dati 18,6%
Da notare anche l’elevata percentuale di Caprimulgus europaeus (16,7%) su strade sterrate rispetto a 1,9% totale. I dati relativi all’habitat riportati sulle schede al momento sono scarsi (la richiesta è stata aggiunta in un secondo tempo).
Urbano 10 = 10,4%
Rurale 79 = 82,3%
Forestale 4 = 4,2%
Altro 3 = 3,1%
Non segn. 448
L’analisi della distribuzione per habitat è quindi stata effettuata mediante Atlas-GIS. Innanzitutto i dati sono stati registrati in data base i riportando per ogni scheda anche le coordinate geografiche della località. I dati sono quindi stati mappati su una carta tematica del Piemonte e Valle d’Aosta. Innanzitutto ciò ha permesso una comoda rappresentazione cartografica della distribuzione dei ritrovamenti di ogni specie, eventualmente traducibile anche in una distribuzione a maglie regolare (reticolo UTM 10 Km di lato). Sulla base di questa distribuzione sono stati quindi selezionati i dati ricadenti in cinque categorie ambientali: · risaie · zone a prevalente coltivazione di frumento (coincidenti con la pianura alessandrina) · zone a coltivi misti e prati (pianura occidentale) · zone collinari (rilievi interni)e pedemontane). · zone boscose montane (rilievi appenninici ed alpini oltre i 400 m) Analizzando quindi le percentuali delle varie specie ritrovate in ognuna di esse (cfr. Tabella 1) si è evidenziato il contributo fornito da questa semplice metodologia di raccolta dati ad una più precisa conoscenza della distribuzione di questi uccelli ed alla loro frequenza relativa in varie sub-regioni con caratteristiche ambientali diverse: è apparsa evidente la prevalenza di Allocco e Succiacapre nelle zone più boscose dei rilievi, la prevalenza del Barbagianni nelle risaie, quella della Civetta nella campagna alessandrina e quella del Gufo comune nella pianura a coltivazioni miste occidentale. E’ risultata evidente l’attuale rarità regionale dell’Assiolo, un tempo certamente molto più diffuso. Per contro, almeno per il momento non paiono particolarmente significativi i dati raccolti relativi alle singole caratteristiche ambientali. Si può esclusivamente notare una certa prevalenza di segnalazioni per strade su rilevato, ma è da notare che non si conosce la percentuale di strada con questa caratteristica ed in questo senso la raccolta dati andrebbe affinata.
su rilevato 32
in prossimità di siepe 23
presso linea elettrica 35
in trincea 5
in prossimità di galleria 12
con terreno coperto di neve 17
I dati sono stati infine analizzati al fine di mostrare le variazioni stagionali ed annuali. In questo senso si è notata una forte prevalenza del Gufo comune in maggio e della Civetta in luglio-agosto (epoca in cui i giovani lasciano il nido), mentre Barbagianni ed Allocco sono più frequenti nei mesi invernali. Il Succiacapre appare particolarmente vulnerabile in settembre, forse al momento della migrazione postriproduttiva. L’analisi dell’andamento negli anni dei ritrovamenti evidenzia le possibilità di utilizzare questo sistema come monitoraggio delle popolazioni, almeno da un punto di vista relativo. Per il momento occorre tener presente che i confronti effettuati si basano in buona parte su dati raccolti occasionalmente e segnalati a posteriori e sono molto meno numerosi prima del lancio dell’inchiesta. Tuttavia appare evidente una diminuzione percentuale sul medio periodo di Succiacapre e Barbagianni. La raccolta dati senza dubbio è iniziata troppo tardi per evidenziare il declino dell’Assiolo. Per finire si ritiene che per poter utilizzare con maggior confidenza questa consistente massa di dati occorrerebbero studi particolareggiati a livello locale che valutino più precisamente il numero di uccelli uccisi per Km stradale per anno e il rapporto fra la mortalità stradale ed il livello delle popolazioni degli Strigiformi nelle aree circostanti. Tabella 1 – Strigiformi trovati vittime del traffico stradale in Piemonte suddivisi per "subregioni"
Subregioni Rilievi boscosi Sopra i 400 m Pianura risicola Pianura alessandrina Pianura occidentale Rilievi collinari interni. TOTALE
Specie N % N % N % N % N % N %
Gufo di palude 1 2,0% 1 0,7% 2 0,0
Gufo comune 7 14,3% 27 25,5% 33 22,3% 81 42,4% 13 16,9% 161 28,2
Civetta 6 12,2% 53 50,0% 87 58,8% 47 24,6% 41 53,2% 234 41,0
Gufo reale 1 2,0% 1 0.0
Succiacapre 13 26,5% 5 3,4% 8 4,2% 7 9,1% 33 5,8
Civetta nana 1 2,0% 1 0,0
Assiolo 1 2,0% 1 0,7% 3 1,6% 5 0,9
Allocco 15 30,6% 9 8,5% 15 10,1% 34 17,8% 15 19,5% 88 14,4
Barbagianni 4 8,2% 17 16,0% 6 4,0% 18 9,4% 1 1,3% 46 8,1
Totale 49 100% 106 100% 148 100% 191 100% 77 100% 571 100